Notizie di cronaca nelle Marche
Un 33enne residente a San Severino Marche è stato arrestato ieri dai Carabinieri della Stazione locale con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione, condotta nell’ambito dei controlli disposti dalla Compagnia di Tolentino per contrastare il traffico di droga nel territorio, è scattata durante un servizio di pattugliamento quando i militari hanno notato l’uomo, già conosciuto alle Forze dell’ordine, assumere un comportamento ritenuto sospetto.

Il giovane è stato fermato per un controllo di routine, ma l’atteggiamento mostrato e le circostanze in cui si trovava hanno spinto i Carabinieri ad approfondire la situazione. Gli accertamenti sono stati estesi dapprima alla persona e poi anche alla sua abitazione, dove i militari hanno rinvenuto un quantitativo significativo di stupefacenti già pronti per essere immessi sul mercato locale.

All’interno dell’appartamento sono stati sequestrati più di 300 grammi di hashish suddivisi in panetti, due involucri di cocaina per oltre 10 grammi complessivi, oltre a bilancini di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi. Tutto il materiale è stato messo a disposizione dell’autorità giudiziaria, che coordina le indagini per ricostruire la rete di approvvigionamento e di possibile smercio al dettaglio.

Dopo le formalità di rito in caserma, il 33enne è stato posto agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida che si terrà nei prossimi giorni presso il Tribunale di Macerata
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I finanzieri della Tenenza di Camerino hanno individuato un articolato sistema di contratti di comodato d’uso gratuito ritenuti irragionevoli e privi di reali giustificazioni economiche. Dall’analisi delle banche dati è emerso che un proprietario di numerosi immobili aveva concesso diverse abitazioni a cittadini stranieri senza alcun legame di parentela e senza elementi che motivassero l’uso gratuito degli alloggi. Una scelta ritenuta dai finanzieri non solo antieconomica, ma anche incoerente e inverosimile.

Gli approfondimenti hanno portato a considerare quei comodati come locazioni simulate, configurando così un’evasione sui redditi da fabbricati. Le verifiche hanno inoltre riguardato altri immobili apparentemente locati con regolari contratti: anche in questo caso è stato accertato che gli accordi risultavano registrati in ritardo e per periodi più brevi rispetto all’effettiva occupazione.

I militari hanno quindi ricostruito i redditi non dichiarati dal 2017 al 2023, applicando sia i dati raccolti dai soggetti coinvolti sia la presunzione prevista dall’art. 41-ter del DPR 600/1973, che considera esistente la locazione anche per i quattro anni precedenti in caso di mancata registrazione. È emerso inoltre che il proprietario non aveva presentato la dichiarazione dei redditi in alcuni anni e, in altri, aveva omesso di indicare i proventi degli affitti.
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Un ispettore della Polizia di Stato fuori servizio nota movimenti sospetti davanti a un ufficio postale dove tre persone, due uomini e una donna, si alternano all’ATM con insolita frenesia. Così è scattatta la segnalazione alla Volante: è l’inizio di un tentato riciclaggio da oltre 20mila euro.

Gli agenti hanno fermato i tre a Civitanova Marche e li hanno accompagnati in Commissariato, dove gli accertamenti hanno chiarito il quadro. La donna aveva appena trasferito più di 20mila euro verso un conto tedesco e prelevato 2mila euro in contanti da un conto già collegato a truffe online. Le operazioni venivano eseguite seguendo le istruzioni di uno degli uomini che la attendeva nel parcheggio.

La somma, secondo la ricostruzione degli investigatori, proveniva da una serie di truffe realizzate in tutta Italia con la tecnica del finto addebito bancario: SMS fasulli, apparentemente inviati dalla banca, inducevano le vittime a fornire le proprie credenziali, permettendo ai truffatori di svuotare i conti.

Le perquisizioni hanno successivamente portato alla luce bancomat intestati a persone fittizie, sette cellulari usati per movimentare il denaro e trasferirlo anche tramite piattaforme di criptovalute. Uno dei tre aveva con sé 5mila euro non giustificati e quattro schedine di scommesse a esito quasi certo, stratagemma utile a simulare una lecita provenienza del denaro.

I tre, originari della provincia di Foggia, sono stati denunciati per truffa in concorso e autoriciclaggio. 
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Emissione di fatture per operazioni inesistenti e impiego di lavoratori formalmente assunti da altre società per una frode fiscale di oltre 15 milioni di euro.
È quanto hanno scoperto  I finanzieri della Compagnia di Civitanova Marche, nell’ambito del costante monitoraggio delle imprese della provincia maceratese.
Gli approfondimenti hanno riguardato in particolare una società, operante nel settore dei call center, la cui pericolosità fiscale è stata individuata attraverso l'attività d’intelligence e l’incrocio delle evidenze emerse dalla consultazione dei database operativi in uso alle Fiamme Gialle. È emerso che la società attenzionata svolgeva l’attività di teleselling, consistente nella vendita diretta per telefono, svolta da operatori di call center che contattano potenziali clienti per proporre e concludere la vendita durante la telefonata.
in seguito alle indagini e sulla base di una verifica fiscale è risultato che la società, ai fini di evadere  imposte, oneri contributivi ed assistenziali, per gli anni  dal 2019 al 2023, si è avvalsa  di operatori che in realtà erano stati assunti direttamente da altre imprese.
Nello specifico, il meccanismo fraudolento consisteva nel servirsi di lavoratori  che chiamavano a nome della società senza tuttavia rivestire all’interno della stessa alcuna carica formale. Secondo la ricostruzione, essi erano infatti assunti da altre società che nei confronti della società verificata, emettevano fatture per non meglio specificati servizi resi e ritenute riferite ad operazioni inesistenti e meramente funzionali al trasferimento di denaro necessario per il pagamento degli stipendi dei lavoratori.
L’indagine ha portato a constatare una base imponibile complessivamente sottratta a tassazione per oltre 15,8 milioni di euro, con IVA dovuta per oltre 3,3 milioni di euro ed IVA non versata per circa 900 mila euro.
Tre persone sono state denunciate per dichiarazione fraudolenta, dichiarazione infedele ed emissione di fatture false.
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Nel corso dei controlli nei cantieri della ricostruzione post-sisma i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Tolentino, insieme al Nucleo Ispettorato del Lavoro di Macerata, hanno effettuato un’ispezione in un’area di lavori edili situata nel comune di Tolentino, con l’obiettivo di verificare il rispetto delle norme in materia di tutela dei lavoratori e sicurezza sui luoghi di lavoro.

L’azione congiunta tra Arma Territoriale e NIL ha portato alla contestazione di violazioni significative del Decreto Legislativo 81/2008. Gli accertamenti hanno infatti evidenziato carenze strutturali e organizzative ritenute potenzialmente pericolose per gli operai impegnati nelle attività di cantiere.

Gli amministratori delle due ditte coinvolte sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria. Al titolare della prima impresa, un 64enne con sede legale all’Aquila, è stata inflitta un’ammenda di 2.847,68 euro per le scarse condizioni di sicurezza della recinzione perimetrale utilizzata a delimitazione dell’area. Più pesante il quadro emerso per la seconda ditta, gestita da un 36enne egiziano con sede a Pollenza: a suo carico sono state elevate sanzioni per complessivi 20.500 euro per omissioni nella formazione dei lavoratori e per l’assenza delle figure addette antincendio e primo soccorso.

Per quest’ultima azienda è scattato inoltre il provvedimento di sospensione dell’attività, che potrà riprendere solo dopo l’adempimento delle prescrizioni imposte dagli ispettori.
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I Carabinieri della Stazione di Castelraimondo in collaborazione con i colleghi dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Camerino, hanno rintracciato e
arrestato un uomo di 39 anni, di origini albanesi, residente a Gagliole, già noto alle Forze dell’Ordine, per detenzione e spaccio di stupefacenti.

L’arresto è la conclusione della più ampia attività investigativa, denominata “Rosa dei Venti”, che tra il 2017 e il 2018 ha portato all’arresto di tre persone, tra le quali
l’albanese 39enne ritenuto la mente dell’organizzazione criminale dedita allo spaccio di stupefacenti, oltre a due denunce a piede libero, 30
soggetti segnalati quali assuntori e il sequestro totale di poco più 4 kg di sostanze stupefacenti tra marijuana, hashish e cocaina.

Le indagini, partite nel 2017 grazie al rinvenimento di una ingente quantità di sostanze stupefacenti che i Carabinieri della Stazione di Castelraimondo hanno rinvenuto in una borsa abbandonata all’interno della stazione ferroviaria di Gagliole, hanno portato a scoprire una fiorente attività di vendita al dettaglio di stupefacenti oltre alla scoperta di punti di smercio e siti di stoccaggio. L’albanese dovrà scontare una pena residua di 6 anni, 10 mesi e 18 giorni di reclusione per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze
stupefacenti, commesso nella provincia di Macerata a cavallo tra gli anni 2017 e 2018, così come stabilito dalla sentenza definitiva di condanna.
Dopo le formalità di rito presso la caserma, l'uomo è stato tradotto alla Casa Circondariale di Fermo, dove resterà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
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Rinascita attraverso lo sport e la rigenerazione urbana a Monte Cavallo, piccolo comune maceratese del post sisma 2016 dove è stato inaugurato un nuovo campo da padel, realizzato nell’area degli impianti sportivi grazie ai fondi PNC, nella misura che riguarda la rigenerazione urbana, gestiti dalla Struttura Commissariale Sisma 2016 guidata dal Commissario Guido Castelli.

L’opera rientra nel Programma Unitario di Rigenerazione Urbana da 730 mila euro, che interessa il capoluogo e le frazioni di Pian della Noce, Collattoni e Selvapiana Cascine.
Il nuovo campo da padel, sport di derivazione tennistica che si gioca all’interno di un campo chiuso da quattro pareti, dinamico e accessibile a tutte le età, sostituisce il precedente campetto polivalente. E’ realizzato con un importo di poco più di 60 mila euro, ha dimensioni 20x10 metri con pavimentazione in erba sintetica, pareti di fondo alte 4 metri e laterali alte 3 metri, struttura in acciaio verniciato e vetri temperati per garantire il corretto rimbalzo e una buona visibilità dall’esterno. La struttura restituisce alla comunità uno spazio moderno e di qualità, pensato come punto di incontro per giovani, famiglie e associazioni. L’intervento, il primo nell’Alto Maceratese, intercetta un fenomeno sportivo globale in piena espansione: secondo il Playtomic Global Padel Report 2025, i campi nel mondo hanno superato quota 50mila e diventeranno oltre 81mila entro il 2027. Il padel è ormai praticato in più di 90 Paesi ed è entrato stabilmente nella quotidianità sportiva di milioni di persone.

«La realizzazione di un campo da padel è un’ottima intuizione: significa offrire nuove opportunità sportive e sociali, seguendo la contemporaneità e un fenomeno in forte crescita a livello mondiale. Lo sport è un potente antidoto contro la solitudine e le devianze giovanili: crea comunità, offre alternative sane e costruisce legami. Questo intervento si inserisce in una strategia più ampia: migliorare la qualità della vita, rendere i borghi attrattivi e rafforzare le occasioni di incontro e coesione. Le risorse del PNC stanno consentendo ai territori più fragili dell’Appennino di tornare a investire sul futuro. Ringrazio l’amministrazione comunale, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e tutti i tecnici coinvolti», dichiara il Commissario Straordinario Guido Castelli.
Soddisfatto il sindaco di Monte Cavallo Pietro Cecoli: «Grazie al finanziamento del PNC siamo riusciti a realizzare il nuovo campo da padel, ampliando l’offerta sportiva e turistica per i giovani del paese e dei comuni limitrofi. Si tratta di uno sport in continua espansione e noi stiamo facendo tutto il possibile per restare al passo, seguendo le novità e portando opportunità concrete sul territorio. Quest’opera è stata possibile grazie al lavoro della Struttura Commissariale guidata dal Commissario Guido Castelli, che segue in prima persona ogni intervento per migliorare la fruibilità e la qualità dei territori del cratere con passione e dedizione. Da parte nostra va un sincero ringraziamento».

Presenti diversi sindaci dell’entroterra maceratese e il presidente dell’Assemblea legislativa delle Marche Gianluca Pasqui: «Quella di oggi è una giornata importante, una giornata di festa ma anche di riflessione. Questo intervento simboleggia bene ciò che significa ricostruzione: non solo il recupero delle mura e delle case, ma anche il rilancio sociale, economico e sportivo delle nostre comunità. Questi territori non si sono mai fermati e hanno bisogno di certezze che arrivano anche da momenti come questo. Il mio grazie va al Commissario Castelli, sempre attento alle esigenze dell’Appennino, e al presidente della Regione Acquaroli, che non ha mai fatto mancare il suo contributo alla vita amministrativa di queste aree».
Il presidente del Coni Marche Fabio Luna ha fatto sentire la sua vicinanza anche donando la bandiera del Comitato Olimpico regionale Marche: «Ringrazio il Comune di Monte Cavallo e la Struttura Commissariale diretta da Guido Castelli per aver creduto ancora una volta nella ricostruzione attraverso lo sport e, quindi, negli impianti sportivi. Ogni volta che un intervento come questo viene realizzato in queste zone è un momento commovente, perché significa dare valore allo sport e, di conseguenza, alle comunità. Guido Castelli sta portando avanti un lavoro eccezionale da questo punto di vista».
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Il piano di rigenerazione urbana di Monte Cavallo.
Il campo da padel è parte di un pacchetto coordinato di interventi volto a migliorare servizi, spazi pubblici, attrattività turistica e sicurezza. Nel capoluogo, oltre alla nuova struttura sportiva, è stato realizzato un parcheggio da 6 posti auto a servizio degli impianti sportivi e avviata la riqualificazione di via Umberto I con pavimentazione in porfido, in continuità con il centro storico. A Pian della Noce è stata allestita un’area fitness con 7 macchine su pavimentazione antitrauma e avviato il ripristino dei muri in pietra. A Collattoni è stata realizzata un’area camper attrezzata con colonnine elettriche, camper service, illuminazione, segnaletica e un’area fitness con 3 macchine; realizzati due campi polivalenti – un campo da calcetto e un’area giochi per bambini – con spogliatoi e servizi igienici. A Selvapiana Cascine completata un’area camper da 2 stalli con attacchi elettrici, illuminazione e area fitness con 7 macchine, oltre al ripristino del muro di contenimento vicino alla chiesa di San Cristoforo. Il programma comprende anche un nuovo sistema comunale di videosorveglianza per un presidio di sicurezza con telecamere OCR già installate e centrale operativa presso il Municipio.
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Due uomini di 36 e 33 anni, residenti a Napoli, sono stati denunciati dai Carabinieri di Matelica.
L’accusa è quella di truffa aggravata ai danni di un’84enne del posto.
La vittima era stata ingannata con la falsa storia di un incidente causato dal figlio.

Le indagini sono partite alcuni giorni fa, quando l’anziana si è recata in caserma per sporgere denuncia. La donna ha raccontato di aver ricevuto una telefonata da un sedicente carabiniere che le spiegava che il figlio aveva investito una bambina e rischiava il carcere. Per “evitare conseguenze”, le venivano richiesti 1.000 euro in contanti e oro.

Pochi minuti dopo, due uomini si sono presentati alla sua porta, conquistando la fiducia della signora e convincendola a mostrare tutti i gioielli che possedeva. Con uno stratagemma, i finti militari hanno prelevato monili per circa 10.000 euro, allontanandosi rapidamente.

Solo dopo aver contattato il figlio, l’84enne ha capito di essere stata vittima di un raggiro e ha denunciato l’accaduto. Le indagini avviate dai Carabinieri, supportate dall’analisi dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, hanno permesso di risalire all’identità dei due sospettati.

I due uomini sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per truffa aggravata. Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità.
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Per la giornata di mercoledì 19 novembre, l''Assm annuncia un'interruzione del servizio di acqua potabile a Camerino, dovuta alla risoluzione di una interferenza e spostamento acquedotto Collattoni, previsti nei lavori di esecuzione del terzo stralcio funzionale di realizzazione della "Pedemontana delle Marche" tratto Fabriano - Muccia - Sfercia. Lavori che,da eseguirsi in Località Rio, rendono necessaria l'interruzione del flusso di acqua potabile dall'acquedotto Collattoni che alimenta la città di Camerino.

L'interruzione dell'erogazione diretta del servizio di distribuzione acqua potabile è programmata per il giorno 19 novembre a partire dalle ore 08.30,prevedibilmente fino alle ore 20.00 e, comunque, fino alla fine dei lavori.

In caso di condizioni meteo avverse l'intervento sarà posticipato al giorno successivo.

Interessata all'interruzione del servizio  è la zona del centro urbano (compresi il centro Storico, Arcofiato e Scalette) e la maggior parte delle frazioni e località periferiche; non sono previste interruzioni per alcune frazioni a ridosso dei versanti montani, quali Morro, Casale, Caicina, Nibbiano, S. Erasmo, Sellano, Selvazzano, Valle S. Martino, Perito, Costa S. Severo, Campolarzo, Sfercia, Valdiea, Polverina.
Tuttavia, essendo l'acquedotto di Collattoni la principale adduttrice dell'acqua potabile di Camerino e tenuto conto del periodo di magra stagionale delle sorgenti, accentuato dal prolungarsi dell'assenza di precipitazioni negli ultimi mesi. si raccomanda l'utilizzo del serbatoio di accumulo dell'impianto interno anche per le utenze delle suddette frazioni.

L'ASSM Spa, gestore del SII, al fine di limitare i disagi, chiede agli Utenti di ridurre, per quanto possibile, il consumo di acqua potabile negli orari indicati e di utilizzare i serbatoi di accumulo di cui gli impianti di utenza devono essere dotati, si scusa con l'utenza per il disservizio e ringrazia anticipatamente per la collaboraziione.





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Colpo in un’azienda agricola di Pieve Torina: i Carabinieri hanno identificato e denunciato tre cittadini italiani, due uomini di 43 e 37 anni e una donna di 46, tutti residenti nella provincia di Terni, ritenuti responsabili di un furto aggravato. I tre si erano introdotti nel punto vendita dell’attività forzando la porta d’ingresso e portando via generi alimentari e denaro contante per un valore complessivo di circa mille euro.

L’indagine è partita dalla denuncia della titolare, che ha segnalato l’effrazione ai militari della Stazione di Pieve Torina. Gli investigatori hanno subito avviato una serie di accertamenti, raccogliendo testimonianze e analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza installate in punti chiave del centro abitato e lungo le principali vie di accesso.

Dai filmati è emerso con chiarezza il percorso seguito dai sospettati: giunti nel borgo a bordo di un’autovettura, hanno compiuto il furto e si sono allontanati poco dopo, facendo perdere le proprie tracce. Grazie al lavoro coordinato dei Carabinieri, è stato possibile risalire alla loro identità e ricostruire le fasi del colpo.

Al termine delle indagini, i tre sono stati deferiti in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per il reato di furto aggravato. Le indagini proseguono per accertare eventuali collegamenti con altri episodi analoghi nella zona.
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